L’AI ti dà ragione. Io no. Ed è per questo che mi chiami.
Ti è mai venuta la tentazione di aprire ChatGPT e chiedergli cosa fare con i tuoi soldi?
Ad aprile scorso, con i mercati che perdevano il venti per cento in poche settimane per via dei dazi di Trump, scommetto di sì.
Quando vedi il rosso sul portafoglio la prima cosa che vuoi fare è parlare con qualcuno. Subito. Anche alle undici di sera.
Il problema è che ChatGPT è sempre disponibile. E ti dà sempre ragione.
Qualche settimana fa mi chiama un ragazzo, Davide, trentotto anni, tecnico informatico, abita all’EUR.
Mi aveva trovato su Google, aveva letto qualche mio articolo, e mi ha chiamato che era una frana.
Nei mesi precedenti aveva costruito da solo un portafoglio di ETF — fondi che seguono l’andamento dei mercati finanziari, come una sorta di carrello della spesa che compra un pezzo di tutto — seguendo i consigli di ChatGPT.
Ogni volta che i mercati scendevano chiedeva all’AI cosa fare.
E ogni volta riceveva una risposta lunga, articolata, piena di termini giusti. Gli diceva che in momenti di incertezza è comprensibile volersi proteggere.
Che la sua preoccupazione era legittima. Che ridurre quello che aveva investito in azioni era una scelta che molti fanno.
Insomma, ogni volta gli diceva che aveva ragione.
Davide aveva venduto tre volte in sei mesi.
Sempre quando i mercati erano sui minimi.
Poi i mercati risalivano e lui rientrava quando erano già risaliti. Quando mi ha chiamato aveva perso quasi il diciotto per cento in un anno su un mercato che nello stesso periodo aveva guadagnato. Non per colpa dei mercati.
Per colpa di quello che aveva fatto mentre i mercati scendevano, convinto di fare la cosa giusta perché l’AI glielo aveva confermato.
Eh già. Il danno non lo aveva fatto l’AI sbagliando i calcoli. Il danno lo aveva fatto l’AI dicendogli sempre quello che voleva sentirsi dire.
Perché funziona così: quando hai paura e la racconti, ti asseconda. Non ti ferma. Non ti dice che stai sbagliando. Ti dice che la tua preoccupazione è comprensibile.
E tu vai avanti a fare danni.
Io dal 1994 vedo questa scena.
Cambiano i nomi, cambiano gli strumenti, ma la storia è sempre quella.
Quando i mercati scendono la gente vuole vendere. Quando salgono vuole comprare. Esattamente al contrario di come si dovrebbe fare. E il motivo è semplice: quando hai paura il cervello non ragiona, reagisce.
C’è un nome per questa cosa, si chiama finanza comportamentale. Non è roba da convegni. È semplicemente il fatto che il nostro cervello sotto pressione prende decisioni pessime con i soldi.
E uno dei compiti principali di un Consulente Finanziario, forse il più importante, è stare vicino alle persone in quei momenti e dirgli una parola sola: fermo.
Quando i mercati scendono e tutti sono nel panico, si sta fermi. Al limite si compra qualcosa in più se c’è la possibilità. Quando invece i mercati salgono forte e tutti sono euforici, quello è il momento di alleggerire quello che hai investito in azioni, non di aggiungerne altra.
È come al mercato di Porta Portese. Tutti vogliono comprare quando c’è la roba bella in bella mostra e costa cara. Nessuno ci va quando piove, i banchi sono mezzi vuoti e i prezzi sono bassi. Eppure è lì che si trovano le occasioni vere.
Riesci a farlo da solo? Qualcuno sì. La maggior parte no. Perché quando sei nel mezzo del panico non stai analizzando niente, stai solo cercando una via d’uscita. E avere qualcuno vicino che ti dice “no, non adesso, stai fermo” fa una differenza enorme sul risultato finale.
Prenota adesso una chiamata gratuita con me. Parliamone prima che arrivi il prossimo momento difficile, non durante.
Non mi credi sulla parola? Guarda cosa dicono le persone che hanno già lavorato con me: leggi le recensioni di chi mi ha già scelto. Sono clienti reali, con storie reali. Leggile e poi decidi.
Ti dico anche come lavoro, perché penso sia giusto dirtelo anche se non siamo ancora clienti.
Io lavoro sul lungo termine. Sempre.
Non faccio previsioni su cosa farà il mercato il mese prossimo, non inseguo i titoli del momento, non cambio strategia ogni volta che esce una notizia brutta.
Costruisco piani su obiettivi concreti: la pensione, i figli, la protezione di quello che hai messo da parte con anni di lavoro. E quei piani non si smontano perché una settimana è andata storta.
E quando arriva un nuovo cliente con un’idea diversa dalla mia? Glielo dico. Con rispetto, con calma, con i numeri in mano. Ma glielo dico chiaro. E se alla fine non troviamo un punto di incontro, preferisco non iniziare il rapporto. L’ho fatto tante volte. Lo rifarei ogni volta.
Perché un consulente che ti dà ragione sempre, che non ti frena mai, che si adatta a quello che vuoi sentire, non ti sta aiutando. Ti sta solo tenendo buono. Esattamente come fa l’AI con Davide.
Uso l’AI anch’io, sia chiaro.
La uso ogni giorno per un sacco di cose: organizzare documenti, sintetizzare informazioni, velocizzare il lavoro che altrimenti richiederebbe ore. Per quello è uno strumento ottimo.
Ma capire cosa vuoi davvero dalla vita, tenerti fermo quando hai paura, dirti no quando stai per fare una cavolata: quello non glielo puoi delegare.
L’AI non sa che hai una figlia che tra tre anni inizia l’università.
Non sa che tuo padre ha perso tutto vent’anni fa e che ancora oggi fai fatica a stare sereno quando il mercato scende. Non sa che stai pensando di vendere casa e che quei soldi cambieranno tutto il quadro.
E anche se glielo spieghi, non ha nessun interesse reale a proteggerti da te stesso. L’unica cosa che sa fare è sembrarti utile nel momento in cui la usi.
E quella non è Consulenza Finanziaria. Non lo sarà mai.
La prossima volta che i mercati scendono e ti viene voglia di cercare conferme su Google, su YouTube, su ChatGPT o su qualunque altra cosa, fai una cosa sola: chiama il tuo consulente.
Se non ne hai uno di cui ti fidi, questo è il momento di trovarlo. Non quando sei già nel panico.
Non cercare qualcuno che ti dica che hai ragione. Cerca qualcuno che ti dica la verità.
Chiamami o scrivimi adesso, la prima conversazione è gratuita. Ti dico come lavoro e vediamo se ha senso fare qualcosa insieme.
Sono Alfonso Selva, Consulente Finanziario che in autonomia e indipendenza collaboro con Allianz Bank.
Lavoro a Roma dal 1994 e mi occupo di pianificazione patrimoniale, pensione, TFR e consulenza per imprenditori.
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