In questi giorni il mio telefono non smette di squillare.
Ricevo chiamate da clienti storici e messaggi da persone che mi hanno trovato su internet e che mi chiedono, con una certa apprensione, cosa stia succedendo davvero ai mercati e ai loro risparmi.
È una domanda più che legittima, perché quando la geopolitica accelera, i mercati non restano mai fermi a guardare.
Si muovono, reagiscono, esagerano a volte, correggono altre, ma soprattutto obbligano chi investe a capire dove siamo davvero e a non confondere il rumore con la direzione.
La selva oscura dei mercati
Nel mezzo di questo 2026 mi piace usare un’immagine semplice: siamo dentro una selva oscura in cui si passa continuamente dal buio alla luce, dalla paura della guerra alla speranza di una pace.
E come scriveva Dante, quando la strada si perde, la cosa più utile non è correre alla cieca, ma fermarsi, osservare e capire dove si sta andando.
Faccio questo articolo proprio per comunicare i dati della situazione attuale, ma come dico sempre non bisogna ragionare sull’emozione del momento, né quando l’emozione è negativa né quando è positiva.
I dati servono per rimanere informati e consapevoli del momento che si sta vivendo e dell’effetto che hanno sul patrimonio che hai costruito, ma non servono per modificare il portafoglio ogni volta che succede qualcosa sui mercati.
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USA-Iran e geopolitica: le date chiave
Il grande tema di queste settimane è il conflitto tra USA e Iran, con Donald Trump che spinge per una pace rapida e aveva parlato di una soluzione in 4-6 settimane.
La data da segnare sul calendario è l’11 aprile, mentre a maggio dovrebbe arrivare l’incontro decisivo tra Trump e Xi Jinping, un passaggio che il mercato guarda con attenzione perché la Cina arriva al tavolo con una leva molto forte grazie al monopolio delle terre rare.
Anche se si arrivasse a una tregua, il problema non sparirebbe.
Resterebbero i danni alle infrastrutture energetiche, i tempi di riapertura dello stretto di Hormuz e soprattutto il passaggio dei prezzi energetici al resto dell’economia, con un impatto diretto sulle aspettative di inflazione.
Petrolio, energia e paura
Oggi la variabile che muove tutto è il Petrolio Brent.
Segna un +43% dallo scoppio della guerra e un +67% da inizio anno, con un picco di 119 dollari toccato il 9 marzo.
Questo ha trascinato il settore Energy, che nel 2026 è il migliore tra i comparti, con un progresso di circa +30%.
Accanto al petrolio c’è un altro indicatore che racconta bene il clima del mercato: il VIX, l’indice della paura, è salito dell’85% da inizio anno.
Non è solo una statistica, è il segnale di un mercato che vive di scosse, coperture, cambi di tono e continue revisioni delle aspettative.
Cosa dicono le case d’affari
Le grandi case d’affari non hanno una lettura unica. BlackRock è stata molto diretta con il suo “There is no place to hide”, mentre Goldman Sachs avverte che c’è troppa compiacenza e che molti investitori stanno sottostimando i rischi.
Poi c’è chi vede ancora margine per un recupero.
Barclays ha alzato il target dell’S&P 500 a 7.650 punti, JP Morgan ha tagliato le stime a 7.200 ma legge il ribasso come una possibile occasione di “buy the dip”, mentre Citi pensa che sia ancora troppo presto per acquistare. HSBC stima un 35% di probabilità di recessione, mentre Moody’s vede le probabilità sopra il 50% negli Stati Uniti.
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Azioni globali e settori forti
L’azionario mondiale è in calo del 6% dallo scoppio del conflitto.
Tra i mercati più resilienti troviamo Israele a +4%, l’Arabia Saudita a +3% e la Russia a +3%. Sul fronte opposto, Milano a -7%, il DAX a -11% e il Nikkei a -11,5%.
Oltre all’Energy, brilla la Difesa: l’ETF Future of Defense Indo Pacific sale del 25%, mentre a Piazza Affari Leonardo è in attivo del 19%.
La tecnologia invece soffre la carenza di elio: Nvidia segna -5,4%, Apple -6,7% e Microsoft -21,5%, scesa sotto la media mobile a 200 giorni.
Bond, Oro e Bitcoin
Il mercato obbligazionario vive una fase dura: i bond hanno perso 2.500 miliardi di capitalizzazione a marzo, con il Treasury USA al 4,4%.
L’oro ha sorpreso in negativo con un -20%, mentre il Bitcoin segna un +8% dallo scoppio della guerra, con Bernstein che mantiene un target di 150.000 dollari a fine 2026.
FAQ: Le tue domande sulla crisi 2026
- Cosa devo fare se vedo il valore del mio salvadanaio scendere? Nulla di istintivo. Se la strategia è corretta, i cali sono parte del percorso. Il vero rischio è vendere nel panico.
- Perché il PAC è lo strumento migliore ora? Il PAC permette di investire minimizzando il rischio: compri di più quando i prezzi sono bassi, sfruttando la volatilità a tuo favore.
- Il rialzo del petrolio continuerà a pesare? Spinge l’inflazione, ma un portafoglio diversificato compensa con i guadagni del settore Energy.
- È il momento di puntare tutto sulla Difesa? È un settore resiliente, ma la strategia vincente è l’equilibrio, non la scommessa singola.
- Perché i “Magnifici 7” soffrono? Dipendono da catene di approvvigionamento fragili e carenza di materie prime. Serve guardare ai fondamentali.
- I miei bond sono ancora sicuri? Se i tassi salgono, il prezzo cala, ma i nuovi titoli offrono rendimenti più alti per il tuo futuro.
- L’oro è ancora un rifugio? Sì, ma soffre la concorrenza dei Treasury che offrono cedole. Resta una protezione per scenari estremi.
- Bitcoin è un’alternativa valida? Sta attirando istituzionali, ma la quota accantonata deve essere proporzionata al tuo rischio.
- Come distinguo il “rumore” dalla realtà? I media vendono ansia. La tua bussola deve essere la strategia di accantonamento che abbiamo definito.
- Qual è il primo passo per proteggersi? Un’analisi professionale per capire quanto sei esposto e quanto sei protetto.
Glossario tecnico per l’investitore consapevole
- Buy the dip: Comprare quando i prezzi scendono, puntando sul recupero.
- Capex: Investimenti che le aziende fanno per migliorare la tecnologia e la produzione.
- Media mobile a 200 giorni: Indicatore che mostra la direzione del prezzo a lungo termine.
- Target Price: Prezzo obiettivo che gli analisti prevedono per un titolo.
- VIX: Indice che misura la volatilità e la paura degli investitori.
- Treasury: Titoli di Stato americani, considerati tra i più sicuri al mondo.
Alfonso Selva Consulente Finanziario che in autonomia e indipendenza collaboro con Allianz Bank
In qualità di Alfonso Selva, Consulente Finanziario che in autonomia e indipendenza collaboro con Allianz Bank, ho visto negli ultimi 30 anni che la vera differenza nella gestione del patrimonio non la fa il mercato, ma la strategia di accantonamento che scegli di adottare.
Dal 1994, metto la mia esperienza al tuo servizio per aiutarti a costruire un salvadanaio solido e a proteggere ciò che hai messo da parte con fatica.
Oltre a essere un professionista iscritto all’Albo, sono un atleta che non si arrende mai e un padre che crede fermamente nel valore dell’educazione finanziaria per le nuove generazioni.
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