Come funziona l’incentivo confermato dalla Legge di Bilancio 2026, chi può richiederlo e quanto puoi guadagnare restando ancora al lavoro.
Hai mai pensato a quanto potresti guadagnare restando ancora un po’ al lavoro?
Te lo chiedo perché è una domanda che mi sento fare spesso, soprattutto da chi ha già maturato i requisiti per la pensione anticipata ma non ha ancora deciso se andarsene davvero.
Sandro, per esempio. Sessantatré anni, vive a Roma, lavora come dipendente in un’azienda di logistica. L’anno scorso ha scoperto di avere già i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. La prima reazione è stata di sollievo: finalmente potrei smettere. Poi, parlando con me, è emersa un’altra domanda, quella vera. E se restando ancora un po’ guadagnassi di più, sia oggi che domani?
È proprio qui che entra in gioco quello che tutti chiamano Bonus Giorgetti.
Cosa cambia nel 2026: la base normativa
Il Bonus Giorgetti, che tecnicamente si chiama incentivo al posticipo del pensionamento, nasce dall’articolo 1, comma 286 della Legge 197/2022, ed è stato poi modificato dalla Legge di Bilancio 2025.
Per il 2026, la misura è stata prorogata ed estesa dall’articolo 1, comma 194 della Legge di Bilancio 2026, la legge 199 del 30 dicembre 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Le istruzioni operative più aggiornate sono arrivate dall’INPS con la Circolare numero 42 del 3 aprile 2026.
Il vantaggio fiscale resta il cuore della misura: la somma che ricevi è completamente esente da tasse e contributi. Più soldi netti, direttamente in tasca.
Chi può accedere al bonus nel 2026
L’incentivo è per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria o a forme sostitutive, che hanno già maturato i requisiti per andare in pensione e decidono di non farlo subito.
Ci sono due vie, e qui le regole sono leggermente cambiate rispetto a un anno fa, quindi vale la pena guardarle bene.
La prima via è la pensione anticipata flessibile, quella che tutti chiamano Quota 103: almeno 41 anni di contributi e 62 anni di età, entrambi i requisiti maturati entro il 31 dicembre 2025. Questa via oggi è chiusa per chi non aveva già questi requisiti entro quella data, perché Quota 103 non è stata rinnovata per le nuove maturazioni nel 2026.
La seconda via, quella che riguarda la maggior parte delle persone nel 2026, è la pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, da maturare entro il 31 dicembre 2026.
| Tipo Pensione | Età | Contributi (Uomini) | Contributi (Donne) | Scadenza Requisiti |
|---|---|---|---|---|
| Quota 103 (anticipata flessibile) | 62 anni | 41 anni | 41 anni | 31 dicembre 2025 |
| Anticipata Ordinaria | Non richiesta | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi | 31 dicembre 2026 |
Ci sono poi alcune condizioni che devono valere sempre:
Non aver ancora presentato domanda di pensione.
Non aver raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia, oggi 67 anni.
Non essere già titolare di una pensione diretta, salvo l’eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.
C’è anche qualche esclusione specifica, per esempio per il Fondo Volo, limitatamente a chi matura solo i requisiti ridotti, e per gli autoferrotranvieri con regole contributive particolari.
Come funziona: più soldi in busta paga
Il bonus funziona rinunciando volontariamente alla tua quota di contributi IVS, invalidità, vecchiaia e superstiti, che è circa il 9,19% della tua retribuzione lorda. Invece di andare all’INPS, questi soldi ti vengono erogati direttamente dal datore di lavoro, netti e senza tasse.
Facciamo un esempio concreto. Se hai uno stipendio lordo di 2.500 euro al mese, normalmente verseresti circa 230 euro di contributi IVS. Con il Bonus Giorgetti, quei 230 euro restano a te, ogni mese, già netti.
Su un anno, parliamo di un guadagno extra netto che può oscillare tra 2.000 e 3.000 euro, a seconda dello stipendio.
Sandro, con il suo stipendio, ha calcolato un guadagno netto annuo vicino ai 2.800 euro. Solo per aver scelto di restare ancora dodici mesi.
Per il tuo datore di lavoro non cambia nulla in negativo: l’azienda è sollevata dal versare la tua quota IVS, ma continua a versare la sua parte di contributi all’INPS come sempre. Una cosa importante: l’incentivo non è cumulabile con altri sgravi sulla quota lavoratore, ma resta compatibile con eventuali agevolazioni sulla quota a carico dell’azienda.
E la mia pensione futura, ne risente?
È la prima cosa che chiede chiunque arrivi da me con questo dubbio.
La risposta onesta è: un impatto c’è, ma è più contenuto di quanto si pensi, ed è diverso a seconda di quando hai versato i tuoi contributi.
| Componente Pensione | Periodo Contributivo | Impatto del Bonus | Perché |
|---|---|---|---|
| Quota Retributiva | Contributi fino al 31.12.1995 | Nessuna riduzione | Calcolata sulla retribuzione piena |
| Quota Contributiva | Contributi dal 01.01.1996 in poi | Leggera riduzione | La tua quota non viene accreditata, cresce solo con i contributi del datore |
In pratica, se hai una parte importante della tua pensione calcolata con il vecchio sistema retributivo, quella parte non viene toccata. L’impatto riguarda solo la quota contributiva, ed è limitato perché la tua percentuale è solo una parte dei contributi totali: l’azienda continua a versare la sua parte, che resta sempre dovuta.
Una cosa va detta chiaramente, perché qui ho visto persone decidere senza saperlo: puoi revocare la scelta, ma solo una volta, con effetto dal mese successivo. E quello che hai già ricevuto in busta paga nei mesi precedenti resta così, non si torna indietro su quel periodo. Quindi prima di iniziare, vale la pena fare bene i conti.
Se sei in una situazione simile a quella di Sandro e vuoi sapere come cambia per la TUA pensione, e non in teoria, non rimanere con il dubbio.
Prenota ora una chiamata gratuita con me: in quindici minuti ti dico come la vedo, senza impegno.
Come richiedere il bonus: i passi da seguire
La domanda va presentata online, tramite il portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS.
Una volta autenticato, il percorso è: Pensione e Previdenza, poi Domanda di pensione, poi Area Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, Certificazioni, APE Sociale e Beneficio precoci, poi Certificati, e infine Verifica del requisito per l’accesso all’incentivo al posticipo del pensionamento.
In alternativa, puoi farti assistere da un patronato, oppure contattare il Contact Center INPS al numero 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da cellulare.
L’INPS ha 30 giorni di tempo dalla domanda per comunicare l’esito, sia a te che al tuo datore di lavoro, attraverso il servizio di Comunicazione bidirezionale nel Cassetto Previdenziale.
Sulle tempistiche esatte di attesa prima di vedere il bonus in busta paga, ti consiglio di farti dare conferma diretta dall’INPS o da un patronato per il tuo caso specifico, perché variano in base alla via di accesso e alla categoria lavorativa.
Un consiglio pratico prima di muoverti: parlane anche con la tua azienda prima di presentare domanda, così eviti complicazioni organizzative e resti in linea con il tuo datore di lavoro.
Dove verificare tutto di persona
Se vuoi controllare con i tuoi occhi il testo della norma o presentare direttamente la domanda, questi sono i canali ufficiali.
Per leggere il testo della legge, puoi consultare la Legge di Bilancio 2026 sul sito della Gazzetta Ufficiale.
Per presentare la domanda, il punto di accesso è il servizio dedicato sul portale INPS, con accesso tramite SPID, CIE o CNS.
Se invece vuoi un ulteriore approfondimento divulgativo su requisiti e tempistiche, può esserti utile anche questo articolo di approfondimento operativo.
Cosa farei io, se fossi al tuo posto
Ti dico la verità, come faccio sempre con i miei clienti.
Questo bonus può essere un’occasione vera, ma solo se si inserisce in un ragionamento più ampio sulla tua situazione. Non basta guardare il numero che entra in più ogni mese. Bisogna guardare anche cosa succede al resto del tuo patrimonio, alla tua pensione futura nel complesso, e a cosa farai con quei soldi extra che ti restano in tasca.
Perché se quei soldi finiscono semplicemente fermi sul conto corrente, hai guadagnato meno di quanto pensi. L’inflazione, nel tempo, si mangia il potere d’acquisto di quei risparmi messi da parte, esattamente come fa con qualsiasi salvadanaio lasciato fermo.
Il Bonus Giorgetti può essere il primo pezzo di un piano più grande. Da solo, senza una strategia attorno, rischia di restare un’occasione mezza sfruttata.
Se vuoi capire come inserire questo bonus dentro un vero piano per il tuo futuro, scrivimi e fissiamo un appuntamento. Ne parliamo con calma, guardiamo insieme i numeri della tua situazione.
Le domande che mi fate più spesso sul Bonus Giorgetti 2026
Il Bonus Giorgetti è ancora attivo nel 2026?
Sì, è stato prorogato dalla Legge di Bilancio 2026 e regolato dalla Circolare INPS n. 42 del 3 aprile 2026.
Quanto posso guadagnare in più al mese con questo bonus?
Dipende dal tuo stipendio. Corrisponde alla tua quota di contributi IVS, circa il 9,19% della retribuzione lorda.
Devo pagare le tasse su questi soldi extra?
No. La somma non concorre alla formazione del reddito imponibile, quindi non paghi né IRPEF né altri contributi sopra.
Posso richiedere il Bonus Giorgetti se sono già in pensione?
No. Se sei già titolare di una pensione diretta non puoi accedere a questo incentivo, salvo l’eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.
Quota 103 vale ancora per il Bonus Giorgetti nel 2026?
Solo se avevi già maturato quei requisiti entro il 31 dicembre 2025. Per chi li matura solo nel 2026, Quota 103 non è più disponibile: si guarda invece alla pensione anticipata ordinaria.
Quali sono i requisiti della pensione anticipata ordinaria?
42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, da maturare entro il 31 dicembre 2026.
Come faccio domanda?
Online, sul portale INPS, con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato. L’INPS verifica i requisiti entro 30 giorni e comunica l’esito a te e al tuo datore di lavoro.
Se accetto il bonus, la mia azienda ha qualche penalizzazione?
No. Il datore di lavoro continua a versare regolarmente la propria quota di contributi. Cambia solo la tua, quella che prima andava all’INPS e ora resta a te.
Il Bonus Giorgetti riduce la mia pensione futura?
In parte sì, ma solo sulla quota contributiva, cioè i contributi versati dal 1996 in poi. Se hai anche una quota retributiva, calcolata sui contributi fino al 1995, quella non viene toccata.
Posso smettere di usare il bonus quando voglio?
Puoi revocarlo, ma solo una volta, con effetto dal mese successivo. Quello che è già stato corrisposto in busta paga nei mesi precedenti resta così: la scelta, per quel periodo, è definitiva.
Cosa succede quando arrivo a 67 anni?
Il bonus si interrompe automaticamente al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia.
Il bonus è cumulabile con altri sgravi contributivi?
No, non è cumulabile con altri esoneri sulla quota a carico del lavoratore. Resta invece compatibile con eventuali agevolazioni sulla quota a carico del datore di lavoro.
Conviene sempre accettare il Bonus Giorgetti?
No, non è automatico. Guardando solo il guadagno immediato in busta paga sembra sempre conveniente, ma la scelta giusta dipende dalla tua situazione complessiva e da quanto tempo pensi di restare al lavoro.
Il Bonus Giorgetti è la stessa cosa del vecchio Bonus Maroni?
È la sua evoluzione. Nato come incentivo al posticipo del pensionamento nel 2023, modificato dalla Legge di Bilancio 2025 e prorogato ed esteso dalla Legge di Bilancio 2026.
Ha senso parlarne con un consulente prima di decidere?
Sì, perché il numero che vedi in più sulla busta paga è solo un pezzo del quadro, e capire come si incastra con il resto della tua situazione, e con il fatto che la scelta è in buona parte irreversibile, fa la vera differenza.
Approfondisci con Finanza Semplice
Per capire ancora meglio come funziona questo bonus e come incastrarlo nella tua pianificazione, ti lascio anche due video e due episodi del podcast dove ne parlo in modo diretto.
Video su YouTube:
Guarda il primo video su pensione e fondi pensione
Guarda il secondo video di approfondimento
Podcast Finanza Semplice:
Ascolta il primo episodio su Spotify
Ascolta il secondo episodio su Spotify
Prima di chiudere, ti invito a leggere anche cosa dicono le persone che hanno già lavorato con me.
Alfonso Selva Consulente Finanziario che in autonomia e indipendenza collaboro con Allianz Bank
In qualità di Alfonso Selva, Consulente Finanziario che in autonomia e indipendenza collaboro con Allianz Bank, ho visto negli ultimi 30 anni che la vera differenza nella gestione del patrimonio non la fa il mercato, ma la strategia di accantonamento che scegli di adottare.
Dal 1994, metto la mia esperienza al tuo servizio per aiutarti a costruire un salvadanaio solido e a proteggere ciò che hai messo da parte con fatica.
Oltre a essere un professionista iscritto all’Albo, sono un atleta che non si arrende mai e un padre che crede fermamente nel valore dell’educazione finanziaria per le nuove generazioni.
Verifica la mia professionalità e i risultati
Iscrizione Ufficiale Albo OCF: verifica qui il mio profilo certificato
Testimonianze: leggi cosa dicono i miei clienti o scarica il libro delle testimonianze in PDF
Approfondisci con le mie risorse
Libro gratuito: scarica “Come investire i tuoi soldi senza sbagliare”
Per imprenditori: scopri “Tesoreria Trasformativa” su Amazon
Canale YouTube Finanza Semplice
Podcast Finanza Semplice su Spotify
Non permettere che l’indecisione diventi l’unico costo che non puoi permetterti.
Richiedi ora la tua consulenza personalizzata con Alfonso Selva





