Il TFR fermo in azienda e il fondo negoziale di categoria ti stanno costando decine di migliaia di euro. I dati Covip 2025 lo dimostrano nero su bianco.
Il tuo fondo pensione sta davvero lavorando per te?
Te lo dico subito, senza girarci intorno: nella maggior parte dei casi, no.
Il problema è che nessuno ti ha dato una Consulenza professionale per sapere e capire bene cosa potevi fare.
Il TFR fermo in azienda: stai regalando soldi
Ti sarà capitato di non pensarci mai. Firmi il contratto, inizi a lavorare, e il TFR resta lì — in azienda — come se fosse al sicuro in un cassetto.
Ma quel cassetto non cresce.
Nel 2025 il TFR fermo in azienda si è rivalutato dell’1,9%.
L’inflazione era all’1,1%. Hai “battuto” l’inflazione di meno di un punto percentuale.
Nel frattempo, secondo la Relazione annuale Covip 2025 — l’autorità di vigilanza sulla previdenza complementare — i comparti azionari dei fondi pensione hanno reso tra il 7,5% e il 10% netto.
Sette e mezzo. Dieci. Contro uno virgola nove.
Fai tu i conti.
Il fondo negoziale di categoria: il secondo errore
Molti lavoratori dipendenti hanno il fondo pensione di categoria. Il fondo negoziale. Quello che arriva con il contratto collettivo, con il contributo del datore di lavoro incluso.
Fin qui tutto bene.
Il problema è dove finiscono quei soldi.
Il sistema previdenziale complementare italiano nel suo insieme investe solo il 32,9% in azioni. Il resto — quasi il 70% — è parcheggiato in obbligazioni, titoli di Stato, comparti garantiti.
Tradotto: la media generale dei fondi pensione italiani è quella di un fondo bilanciato prudente. Non di uno strumento pensato per far crescere il tuo capitale nel lungo periodo.
E sai perché succede questo?
Perché la stragrande maggioranza degli iscritti non ha mai scelto il comparto azionario. Ci sono finiti in quello garantito o obbligazionario il primo giorno, e lì sono rimasti. Per anni. A volte per decenni.
In molti fondi negoziali, il comparto azionario non esiste nemmeno. Entri, versi, e le tue uniche opzioni sono garantito e obbligazionario. Stop.
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La differenza la fa chi ti guida.
Ecco il dato che dovrebbe farti riflettere.
Secondo la Relazione Covip 2025, solo il 13,9% degli iscritti totali ha scelto un comparto azionario.
Ma tra i nuovi iscritti del 2025 quella quota sale a oltre il 25%. Il doppio.
Perché? Perché i nuovi iscritti sono più giovani, più informati, e — soprattutto — sempre più spesso arrivano a quella scelta grazie alla guida di un Consulente Finanziario.
Chi lavora con un professionista non finisce per inerzia nel comparto sbagliato.
Qualcuno gli spiega cosa significa investire con un orizzonte di 20 o 30 anni.
Qualcuno gli mostra i numeri.
Qualcuno lo aiuta a scegliere in modo consapevole.
In azienda, quella guida non esiste. Nessuno ti chiama. Nessuno ti spiega. Resti dove ti hanno messo il primo giorno.
I numeri parlano chiaro
Su un orizzonte decennale — dal 2016 al 2025 — i comparti azionari di tutte le forme pensionistiche hanno reso mediamente il 5% annuo composto.
Il TFR fermo in azienda nello stesso periodo ha reso il 2,5% annuo.
La metà.
Sembra poca differenza. Ma non lo è.
Versando 1.300 euro all’anno — una cifra alla portata di quasi tutti — ecco cosa succede con l’interesse composto nel tempo.
TFR in azienda · 2,5%
Dopo 10 anni
—
Dopo 30 anni
€ 62.327
Fondo azionario medio · 5%
Dopo 10 anni
—
Dopo 30 anni
€ 89.492
Fondo azionario ottimizzato · 8,5%
Dopo 10 anni
—
Dopo 30 anni
€ 163.121
Versamento annuo: 1.300 € — Rendimenti medi storici decennali (fonte: Covip, Relazione 2025). Simulazione indicativa. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
Dopo 30 anni di versamenti, il TFR fermo in azienda arriva a circa 62.327 euro.
Il fondo pensione azionario medio al 5% arriva a circa 89.492 euro.
Ma attenzione: il 5% è una media. Ci sono fondi pensione privati, scelti con l'aiuto di un Consulente Finanziario, che negli ultimi anni hanno reso mediamente tra l'8% e il 9% annuo.
Con un rendimento medio dell'8,5% — perfettamente realistico per chi ha scelto bene il proprio strumento — quegli stessi 1.300 euro annui diventano oltre 163.000 euro in 30 anni.
Più del doppio rispetto al TFR fermo in azienda.
Più di 100.000 euro in più.
Questa non è finanza esoterica. È aritmetica. È interesse composto.
Ed è esattamente la differenza che fa avere o non avere una Consulenza Finanziaria professionale al proprio fianco.
Come approfondisce anche questo articolo di We Wealth, i fondi negoziali azionari nel 2025 hanno reso in media il 7,7%, contro il 9,6% dei fondi aperti azionari.
La differenza non nasce dalla gestione migliore o peggiore: nasce dal fatto che nei fondi aperti, grazie alla guida di un professionista, gli iscritti finiscono nei comparti giusti.
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Marco ha 41 anni, impiegato in una grande azienda del Nord.
Ha il fondo negoziale di categoria dal primo giorno di lavoro, a 26 anni.
Non ha mai cambiato comparto. Non ha mai verificato i rendimenti. Ha sempre pensato "tanto c'è il datore di lavoro che contribuisce, va bene così."
Quando abbiamo analizzato insieme la sua posizione previdenziale, era nel comparto garantito da quindici anni.
Quindici anni di accantonamenti cresciuti pochissimo, in uno strumento pensato per chi ha 60 anni e va in pensione tra pochi anni.
Non è colpa di Marco.
Il problema è che nessuno gli ha mai dato una Consulenza professionale per sapere e capire bene cosa poteva fare.
Cosa puoi fare da subito?
Controlla in quale comparto sei investito nel tuo fondo pensione.
Non basta sapere il nome del fondo: devi sapere se sei nel comparto garantito, obbligazionario, bilanciato o azionario. Sono quattro cose completamente diverse, con risultati completamente diversi nel lungo periodo.
Se hai meno di 60 anni e sei nel comparto garantito o obbligazionario, stai quasi certamente rinunciando a una parte importante della crescita del tuo capitale previdenziale.
La pensione arriva a 67 anni: hai ancora davanti a te anni preziosi in cui l'interesse composto può lavorare per te.
Se hai il TFR ancora fermo in azienda, sappi che dal 2007 puoi destinarlo a un fondo pensione.
Ogni anno che passa senza farlo è un anno in cui quella scelta non lavora per te.
E se non sai da dove partire, non improvvisare. Questa è una delle decisioni più importanti per il tuo futuro. Merita un professionista che ti aiuti a farla bene.
Io queste cose le vedo dal 1994.
E ti assicuro che il rimpianto più grande non è mai quello di chi ha scelto in modo ragionato. È sempre quello di chi ha aspettato.
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Alfonso Selva Consulente Finanziario che in autonomia e indipendenza collaboro con Allianz Bank, iscritto all'Albo OCF dal 1994.
Gestisco il patrimonio di famiglie e imprenditori a Roma e in tutta Italia, con un approccio semplice, diretto e orientato ai tuoi obiettivi di vita.
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