Come investire per tuo nipote: Buono Postale, Fondo Pensione o PAC? Ecco cosa scegliere davvero.

Guida Completa al Risparmio per i Nipoti: Confronto Dettagliato 2026 tra la Sicurezza dei Buoni Postali, la Pianificazione Previdenziale dei Fondi Pensione e il Potenziale di Crescita del PAC (Piano di Accumulo) Azionario – Scopri lo Strumento Migliore per Massimizzare il Rendimento e Garantire un Futuro Sereno ai Tuoi Nipoti.

Scopri come investire per tuo nipote e costruire un salvadanaio reale per i suoi studi: la verità tra PAC e Fondo Pensione per evitare la burocrazia e i rendimenti che non bastano più.

“Alfonso, ho sentito parlare di Buoni Postali, di Fondi Pensione, di PAC… ma non ci capisco niente. Voglio solo fare la cosa giusta per mio nipote.”

Così è iniziata la nostra conversazione, qualche settimana fa, nel mio studio.

Gianni ha 68 anni, è un nonno innamorato del suo nipotino di 3 anni, che si chiama Marco.

Ha lavorato tutta la vita, ha accantonato qualcosa e ora vuole fare una cosa bella e concreta: costruire un salvadanaio serio per quando Marco avrà 18-20 anni e dovrà affrontare l’università, un master, magari il primo affitto.

Gianni non è uno sprovveduto.

Si era già informato.

Aveva già sentito parlare di tre opzioni: il Buono Postale per minori, il Fondo Pensione e un PAC su fondo comune.

E aveva già in testa domande precise e legittime.

Quello che non aveva ancora era qualcuno che gliele rispondesse con chiarezza, senza girarci intorno.

Ecco cosa ci siamo detti.

Gianni, hai sentito bene. Ma c’è qualcosa che nessuno ti ha spiegato fino in fondo

Gianni era partito dal Buono Postale perché “lo facevano anche i miei genitori”.

Un’abitudine culturale profonda, comprensibile. Le Poste trasmettono sicurezza, familiarità, l’idea del risparmio sano e prudente.

Ma quando gli ho mostrato i numeri reali — quelli sul sito ufficiale di Poste Italiane — la sua espressione è cambiata.

Il Buono Fruttifero Postale dedicato ai minori rende il 2,00% annuo lordo per i primi 5 anni. Cresce lentamente, arrivando al 4,00% solo negli ultimi due anni (anni 17 e 18 di possesso).

E su questi interessi si applica comunque una tassazione del 12,5%. Non è il rendimento che molti immaginano quando pensano ai Buoni Postali.

Non aspettare che l’inflazione si mangi il futuro dei tuoi cari.

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C’è un rischio invisibile che lo sportello non ti dice: mentre il Buono Postale ti garantisce la restituzione della cifra nominale, l’inflazione ti garantisce che tra 18 anni con quei soldi Marco comprerà molto meno di quello che compreresti oggi.

È un “salvadanaio bucato” dal carovita.

Poi c’è il problema che pochissimi ti dicono: se per qualsiasi ragione devi rimborsare il Buono prima che Marco compia 18 anni, hai bisogno dell’autorizzazione del Giudice Tutelare.

Non è una formalità veloce. È una procedura legale, con tempi e incertezze che non puoi controllare.

E poi c’è un capitolo che ho già raccontato su questo blog: le Poste hanno una storia documentata di comportamenti discutibili con chi detiene Buoni Postali.

Cambio unilaterale delle condizioni, prescrizioni, contenziosi.

Non è un’opinione, è cronaca finanziaria italiana.

Ne ho parlato in questo articolo — leggilo se non l’hai ancora fatto.

Gianni mi ha guardato e ha detto: “E allora cosa mi consiglia?”


Il Fondo Pensione: un’idea interessante, ma con dei vincoli da conoscere bene

La seconda opzione che Gianni aveva esplorato era il Fondo Pensione intestato al nipote minore.

Pochi lo sanno, ma il Fondo Pensione può essere aperto a un bambino fin dalla nascita — basta avere il codice fiscale.

Non serve aspettare anni: si può iniziare a costruire il suo futuro previdenziale dal primo giorno di vita.

Ha un vantaggio fiscale reale e importante: i contributi accantonati sono deducibili dal reddito imponibile fino a 5.300 euro annui (aggiornamento 2026).

E qui Gianni mi ha chiesto subito: “Quindi la deduzione ce l’ho io come nonno?”

La risposta è: dipende da chi risulta il soggetto pagante.

Se è il nonno a sostenere l’importo e a risultare il titolare dei versamenti, la deduzione spetta a lui.

Se invece sono il padre o la madre a salvare quelle somme fiscalmente, la deduzione spetta a loro.

Va pianificato fin dall’inizio con attenzione, ma entrambe le opzioni sono percorribili.

Sul fronte dei rendimenti, ho detto a Gianni una cosa che lo ha sorpreso: il Fondo Pensione, se si sceglie il comparto giusto, può rendere quanto un PAC.

Su un orizzonte di 15-20 anni, la scelta del comparto è praticamente “obbligata”: si va sul massimo azionario possibile.

Con questo approccio, i rendimenti storici si allineano a quelli dei mercati finanziari.

I versamenti sono flessibili esattamente come un PAC: mensili, bimestrali, trimestrali, semestrali o annuali.

Ma c’è un aspetto che cambia tutto: il capitale non è libero.

Quando Marco avrà 18, 20, 25 anni, non potrà semplicemente decidere di usare quei soldi come vuole. La legge stabilisce che:

  • Può richiedere liberamente solo il 30% del capitale maturato.
  • Può richiedere il 75% solo per acquistare la prima casa o per spese sanitarie straordinarie.
  • Il resto è destinato alla pensione futura.

Gianni mi ha guardato e ha detto: “Quindi Marco non potrebbe usare quei soldi per l’università?”

Esattamente. Non liberamente, almeno.

Il tempo è il tuo alleato più prezioso, non sprecarlo.

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Il PAC su Fondo Comune: la libertà che gli altri non ti danno

Ed è qui che abbiamo parlato della terza opzione.

Quella che, dopo 30 anni nel settore, trovo più adatta a questo obiettivo quando la priorità è la flessibilità e la massima capitalizzazione nel tempo.

Un Piano di Accumulo Capitale (PAC) su un fondo comune permette di accantonare una cifra fissa in maniera automatica e disciplinata.

Puoi iniziare anche con 50 o 100 euro.

Il PAC è intestato all’adulto — nonno o genitore — che lo gestisce senza alcun vincolo legale sulla destinazione del capitale.

A questo punto Gianni mi ha chiesto: “Ma non è rischioso investire in fondi azionari?”

Ed è qui che ho fatto la distinzione che cambia tutto: non si chiama rischio, si chiama volatilità.

E su un orizzonte di 15-20 anni, la volatilità non è il nemico — è esattamente quello che fa guadagnare.

I mercati finanziari salgono e scendono nel breve periodo, ma nel lungo periodo la storia ci dice che chi è rimasto investito con disciplina ha sempre vinto.

Su orizzonti lunghi, la volatilità si trasforma in rendimento.

I mercati finanziari, nella loro media storica degli ultimi 20 anni, hanno reso tra il 7% e il 10% netto (parliamo di fondi attivi ben gestiti).

Come mi ha scritto recentemente un cliente che ha appena concluso un percorso simile: “Alfonso, grazie a quel salvadanaio che abbiamo aperto 15 anni fa, oggi mia figlia è a Londra a studiare senza che io debba toccare lo stipendio”.

E soprattutto: quando Marco avrà 18 anni, quei soldi sono disponibili. Senza vincoli. Senza Giudice Tutelare. Senza burocrazia.


Il PAC² di AllianzGI: quando il PAC si porta dietro anche una protezione gratuita

C’è però una novità che ho presentato a Gianni e che lo ha colpito particolarmente.

Dal 18 dicembre 2025, Allianz Global Investors — uno dei gestori con cui collaboro — ha lanciato un’offerta esclusiva: il PAC² (PAC al quadrato).

In cosa consiste?

Chi sottoscrive un nuovo PAC su fondi azionari o multi-asset di AllianzGI riceve gratuitamente una Polizza Assicurativa a copertura del completamento del piano.

La copertura scatta in caso di invalidità permanente da infortunio (≥ 50%) o morte da infortunio.

In pratica: se Gianni inizia oggi un PAC da 200 euro al mese per 20 anni e domani non dovesse più poterlo fare per un infortunio grave, AllianzGI garantisce comunque il completamento del piano per Marco, versando la quota residua con un massimale di 120.000 euro.

Questa è una protezione che né la posta né il “fai da te” online possono offrirti. Trasforma il risparmio in un blindatissimo progetto di vita.


La simulazione che ha convinto Gianni

Gli ho mostrato i numeri in modo semplice: 200 euro al mese per 20 anni, con un rendimento medio annuo del 7% (media storica dei mercati finanziari):

  • Capitale accantonato: 48.000 euro.
  • Capitale finale stimato: circa 104.000 euro.

Con gli stessi 200 euro al mese su un Buono Postale, arriverebbe a una cifra molto più bassa — e con le mani legate dalla burocrazia.

Non è magia, è la forza dell’interesse composto gestito con professionalità.


La tabella che Gianni si è portato a casa

Caratteristica📮 Buono Postale Minori🏦 Fondo Pensione📈 PAC su Fondo Comune📈🛡️ PAC² AllianzGI
Intestabile a un minoreSì, direttamenteDalla nascita (basta il CF)Intestato all’adultoIntestato all’adulto
Rendimento atteso2,00% – 4,00% lordoModerato/Alto7% – 10% media storica7% – 10% media storica
Tassazione12,5% sugli interessi15% (fino al 9%)26% sui guadagni26% sui guadagni
Deducibilità fiscaleNoFino a 5.300 €/annoNoNo
Libertà di utilizzoServe Giudice TutelareVincoli severi (30%/75%)Totalmente liberoTotalmente libero
Protezione assicurativaNoNoNoPolizza gratuita (120k€)
Problemi notiContenziosi; Bassa resaCapitale bloccatoNessunoNessuno

La domanda vera che devi farti

Che tu sia un nonno come Gianni, una nonna, un papà o una mamma, la domanda non è “Buono Postale o PAC?”.

La domanda vera è: vuoi affidarti a uno sportello postale dove nessuno ti conosce e nessuno ti segue nel tempo, oppure vuoi un consulente finanziario che costruisce con te un piano su misura, lo monitora ogni anno e ti chiama se qualcosa cambia?

Io lavoro così.

Con le persone, non con i prodotti.

Dal 1994 metto la mia faccia e la mia esperienza al servizio di chi vuole proteggere e far crescere il proprio patrimonio.

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I dubbi che risolvo ogni giorno: ecco le risposte chiare

  1. Come investire i soldi per mio nipote per quando andrà all’università? Le opzioni principali sono Buono Postale, Fondo Pensione o PAC. Su 15-20 anni, il PAC è generalmente la scelta più conveniente per rendimento e flessibilità.
  2. Qual è il miglior investimento per un bambino piccolo? Storicamente, un PAC su fondi azionari grazie alla capitalizzazione composta e alla gestione della volatilità su lungo periodo.
  3. I Buoni Postali per minori rendono davvero il 6%? No. Rendono il 2,00% lordo inizialmente, arrivando al 4,00% solo alla fine del diciottesimo anno.
  4. Posso aprire un Fondo Pensione per mio nipote appena nato? Sì. Basta il codice fiscale ed è uno dei pochi strumenti intestabili direttamente al minore.
  5. La deduzione del Fondo Pensione va al nonno o al padre? Dipende da chi risulta il soggetto pagante. È un aspetto che pianifichiamo insieme in consulenza.
  6. Quanto si può dedurre nel 2026? Il limite di deducibilità è di 5.300 euro annui.
  7. Con il Fondo Pensione mio nipote potrà usare i soldi per l’università? Solo il 30% è riscattabile liberamente. Il resto è vincolato alla pensione o a casi specifici (casa/salute).
  8. Il PAC può essere intestato al minore? No, si intesta all’adulto per mantenere piena libertà di gestione e riscatto senza passare per tribunali.
  9. Serve il Giudice Tutelare per il Buono Postale? Sì, per qualsiasi rimborso richiesto prima della maggiore età del ragazzo.
  10. Quanto rende un PAC di 200 euro al mese per 20 anni? Circa 104.000 euro, calcolando una media storica del 7% annuo.
  11. Cos’è il PAC² di Allianz Global Investors? Un PAC con polizza infortuni gratuita che copre i versamenti residui fino a 120.000 euro in caso di necessità.
  12. Conviene Buono Postale o PAC? Il PAC ha storicamente reso molto di più e offre una libertà che le Poste non possono garantire.
  13. La volatilità è un problema per i figli? No, su 20 anni è la tua migliore amica: trasforma le oscillazioni di mercato in rendimento.
  14. Perché un consulente e non la Posta? Perché il consulente ti offre una strategia dinamica e personalizzata, la Posta un prodotto statico e burocratico.
  15. Da quanto si può iniziare un PAC? Anche da 50 euro al mese. L’importante è il fattore tempo: prima inizi, più il “salvadanaio” cresce.

Alfonso Selva

Alfonso Selva Consulente Finanziario che in autonomia e indipendenza collaboro con Allianz Bank.

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